L'Italia si aggiudica il primo round nella partita che si gioca a Bruxelles sulle misure anticrisi per il settore lattiero-caseario.
Nei giorni scorsi è arrivato il via libera del Parlamento europeo al cosiddetto «pacchetto latte», che recepisce pressoché integralmente le richieste italiane. Contrattazione obbligatoria, aumento del potere negoziale delle organizzazioni dei produttori e, soprattutto, via libera alla possibilità di programmare l'offerta per i formaggi Dop.

Su quest'ultimo punto si concentravano le maggiori resistenze da parte dei Paesi nordeuropei, che comunque sono pronti a dare ancora battaglia in Consiglio dei ministri Ue, dove il documento approderà nelle prossime settimane.

In attesa del secondo round, le cooperative lattiero-casearie dei 27 Stati membri, rappresentate dal Copa-Cogeca, si sono riunite giovedì a Bruxelles per chiedere che «le nuove norme in materia contrattualistica non creino confusione o limitazioni all'attività delle cooperative, che sono da considerare le vere organizzazioni dei produttori (Op), in quanto organizzano non solo i produttori ma anche il loro prodotto».

Il riferimento è alla norma che prevede la possibilità per le Op, in deroga alle regole comunitarie sulla concorrenza, di contrattare il prezzo per conto dei propri soci, fino a un massimo del 33% del mercato nazionale. Un passaggio che preoccupa anche l'industria in quanto, spiega Assolatte, «mentre così si garantisce la rappresentanza dei produttori, manca un momento di confronto con la trasformazione, e questo rischia di sminuire il ruolo, già debole in Italia, dell'interprofessione. Ma confidiamo che su questo punto ci sia ancora spazio per migliorare il testo».

Altro elemento fondamentale del pacchetto anticrisi sono le nuove regole in materia di contrattazione obbligatoria. La riforma introduce infatti l'obbligo di stipulare contratti scritti per fissare in anticipo, rispetto al momento della consegna, prezzo, quantità e durata delle forniture. Un sistema simile a quello già in vigore in Francia, dove pure ha creato qualche criticità ma che le associazioni agricole italiane valutano favorevolmente.

Ma se le regole sulla rappresentanza delle Op e sui contratti obbligatori erano già contenute nelle proposte della Commissione, la ciliegina sulla torta è rappresentata dall'inserimento nel testo, all'ultimo momento, dell'autorizzazione alla programmazione produttiva per i formaggi Dop, grazie a un emendamento del relatore irlandese James Nicholson, che consentirà ai consorzi di orientare la produzione alle esigenze del mercato.

Ora la palla passa ai ministri agricoli europei, tra i quali si concentrano le resistenze più forti verso ogni forma di deroga alle regole sulla concorrenza. Scontata l'opposizione di Regno Unito, Svezia e Danimarca, dalla sua l'Italia potrà contare sull'alleanza con Francia, Spagna e Grecia, per salvare una delle rare vittorie a Bruxelles. Dove proprio sul tema del latte il terreno continua a essere scivoloso. Qualche giorno fa infatti è stata consegnata l'ennesima lettera di richiamo al governo italiano per accelerare il recupero delle multe latte ancora non pagate.

Un rilievo ancora più allarmante alla luce della norma contenuta nella manovra economica che ha bloccato le riscossioni forzose da parte di Equitalia, l'unico strumento che poteva «convincere» gli allevatori irriducibili a mettersi in regola una volta per tutte.

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